Il segreto dei suoi occhi

Di Juan Josè Campanella

Con Ricardo Darìn, Soledad Vilamil, Guillermo Francella

Drammatico, Argentina 2009, 132′

Non sorprende che la lunga opera di Juan Josè Campanella e del suo protagonista Benjamin Esposito abbia ottenuto il Premio Oscar per il miglior film straniero 2010. Infatti, la complessità e le molteplici sfaccettature del lungometraggio argentino ne fanno un lavoro di livello assoluto, difficile da comprimere in una singola definizione di genere.

Pur essendo ambientato nel nostro presente, si parla dell’Argentina degli anni ’70, fra il peronismo e la dittatura dei generali, uno dei periodi più bui della storia latinoamercana. Benjamin Esposito (Ricardo Darin), ex-collaboratore di un Pubblico Ministero con l’ambizione di scrivere un romanzo, richiama alla mente il passato, quando si trovò ad indagare quasi per caso sullo stupro e l’uccisione di una bella ragazza, rimanendo ossessionato dalla vicenda. E non poteva essere altrimenti. Parlando con il marito della donna uccisa, Esposito rimane folgorato dalla pienezza e dalla grandezza dei sentimenti che si agitano nella frenetica disperazione di un uomo che ha perduto tutto. Animato da un idealistico desiderio di giustizia, Benjamin Esposito si rifiuta di mollare l’osso, nonostante tutte le vicissitudini a cui andrà incontro durante le due ore della pellicola.

Il segreto dei suoi occhi è una storia inequivocabilmente sudamericana: la grande intensità dei sentimenti si riflette negli sguardi, veri e propri assistenti del dialogo, mentre all’ingrediente principale della trama, il giallo legale, si aggiungono tutti quei nodi e quei temi, come l’amore detto e non detto fra lo stesso Esposito e Irene, intraprendente segretaria del Pubblico Ministero, o lo strazio politico per una paese che cade nell’abisso di una dittatura crudele, così indissolubili e intrecciati gli uni agli altri perchè, in definitiva, così va la vita, tutto è mescolato, nulla è definito nè definitivo. E allora si passa da momenti quasi comici, di grande ironia ad altri di disperazione, frustrazione, dramma.

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