The Hurt Locker

Di Kathryn Bigelow

Con Jeremy Renner, Anthony Mackie

Guerra, USA 2008, 130′

Jeremy Renner è William James, di professione artificiere dell’esercito degli Stati Uniti. Dopo qualche trascorso in Afghanistan, il nostro viene inviato nell’inferno iracheno, dove il nemico non è da nessuna parte, ma è dappertutto. Lo scopo della sua unità speciale è quello di sventare l’esplosione di ordigni esplosivi piazzati dagli insorti iracheni. Il personaggio di Renner è un soldato fino al midollo, di quelli che abbiamo potuto ammirare in tante pellicole: sprezzante del pericolo oltre il limite dell’incoscienza, finisce per farsi ben volere dalla sua squadra, in un modo o nell’altro, dopo molteplici scontri dovuti alla sua ardita concezione del combattimento contro l’esplosivo.

Kathryn Bigelow rappresenta in maniera netta la situazione alla quale devono far fronte i soldati di stanza in Iraq, perennemente sotto il tiro di una guerriglia che non sanno affrontare, di cui non sanno niente. Si percepisce il profondo solco culturale che divide gli statunitensi dal popolo iracheno, che porta giocoforza verso lo scontro, l’odio, il muro contro muro. E’ una guerra estraniante, alienante, dalla quale sarà quasi impossibile riprendersi. Così è anche per il caposquadra James, oramai addentratosi a tal punto nell’inferno da non riuscire a tornare indietro. E’ una corsa a velocità pazzesca verso la fine, sempre dietro l’angolo, ma che potrebbe anche non arrivare mai, cosa che rende il passare del tempo ancora più nevrotico e frustrante.

Tutte le tematiche psicologiche dell’uomo assuefatto al suo stato di guerreggiante sono affiancate eccellentemente dal ritmo serrato delle sequenze, che si ripetono una dopo l’altra. Jeremy Renner impersona perfettamente l’uomo che semplicemente “non ci pensa”, immerso perennemente nel caos di una colonna sonora che buca i timpani, un po’ per i pezzi metal che il sergente si spara in caserma, un po’ per il fuoco delle mitragliatrici che sparano ogni giorno, dalle torrette dei mezzi blindati.

The Hurt Locker non ha il carisma, nè la retorica o l’idealismo dei grandi film di guerra, soprattutto rispetto a quelli che si riferiscono al secondo conflitto mondiale, ma dà un lucido e terrificante sguardo realistico alla quotidianetà di una guerra moderna.

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One Response to “The Hurt Locker”

  1. […] del film di genere, anche troppe. Ottima la prova degli attori, specialmente di Jeremy Renner (The Hurt Locker), complice di Doug, al quale il ruolo di discolo un po’ matto sembra venire decisamente […]

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