I Mercenari

Di Sylvester Stallone

Con Sylvester Stallone, Jason Statham, Dolph Lundgren

Azione, USA 2010, 105′

Come se fosse un attore comico che cerca di fare dei suoi più rinomati sketches un lungometraggio, il 64enne Stallone assembla i pezzi del suo repertorio per mettere insieme The expendables, uscito da poco nelle sale italiane col titolo I Mercenari. Sly non si arrende alla terza età: pur sfigurato dalle tentate correzioni chirurgiche, lo vediamo saltellare di qua e di là attaccandosi al finestrino di un aliante che sta prendendo il volo o lottando con un gigantesco omaccione cattivo. Certo, nella scena in cui corre sul molo potreste facilmente scambiarlo con una delle assi di legno dello stesso, in quanto a rigidità, ma non si può pretendere tutto.

Al fianco di Stallone, che si è fatto crescere una rude barba per l’occasione, appaiono Jason Statham, nei panni del fanatico dei coltelli, Jet Li, Terry Crews, ovvero il patito delle armi di grossa taglia, e l’enorme Randy Couture. E’ questo il nucleo della squadra dei mercenari, affiancati da Mickey Rourke, il vecchio mentore che ormai si è ritirato dall’azione, e da Dolph Lundgren, nei panni del classico reietto. Un festival del genere dunque, impreziosito dalla sequenza in cui presenziano insieme al vecchio Sly Bruce Willis e Arnold Schwarznegger. E’ proprio Willis a dare al gruppo l’incarico che caratterizza il film, ovvero rovesciare il governo dittatoriale di una fantomatica isola dalle parti del Golfo del Messico.

La trama del film è esigua, la narrazione inesistente, le varie scene slegate tra loro. Ma sul grande schermo il festival di esplosioni, mutilazioni, uccisioni ad opera di un manipolo di scriteriati risulta sempre gradevole. I dialoghi sono al limite del ridicolo, e il divertimento è assicurato. Quasi quasi una sorta di gusto dell’orrido cinematografico cattura tutta la sala. Non si smette di ridere, scena dopo scena. Ovviamente non è la carica comica della pellicola, quanto le assurdità che si susseguono nel film, sia in termini di scene che di dialogo, che scatenano l’ilarità generale, fino al tripudio finale.

L’ultima scena è assolutamente inutile e slegata da tutto il resto, ma lancia alla perfezione quello che è il manifesto del film: sulla partenza dei titoli di coda, gli Expendables lasciano il loro covo in sella alle loro motociclette, mentre le note di Boys are Back in Town dei Thin Lizzy accompagnano la sequenza. Stallone ha messo da parte prima Rocky e poi Rambo, ovvero le due anime di sè stesso, ma adesso è tornato, non più solitario, ma ancora pronto a fare la storia del genere action, di cui questo film punta ad essere una sorta di compendio. Insomma, I Mercenari è una simpatica rimpatriata a suon di spari e cazzotti, sceneggiata peggio della media del genere, ma che non vi farà mancare il suo appropriato apporto di risate.

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