Into the Wild

Di Sean Penn

Con Emile Hirsch, Marcia Gay Harden, William Hurt

Drammatico, 150′, USA 2007

Into the Wild è la trasposizione cinematografica dell’omonimo libro di Jon Krakauer, curata da Sean Penn non solo nella regia ma anche nella sceneggiatura. Questo perchè molto dell’attore statunitense si ritrova nel protagonista del film, Christopher McCandless (Emile Hirsch), un ragazzo dalla fine intelligenza che rifiuta a qualsiasi costo i compromessi che non gli vanno giù, quelli da affrontare nella vita di ogni giorno. Il caos familiare è la scintilla che induce Christopher a fuggire. Via i soldi, via i documenti, via l’automobile. Un confronto uno contro uno con la natura, una sfida a sè stesso per cercare nell’incolmabile vuoto della propria coscienza la sua identità. Una fuga verso una libertà di clausura, tanto immensa quanto i paesaggi abbacinanti che la telecamera abbraccia nel sovrapporsi delle trame temporali narrate dal film. Una cammino di passione laico alla ricerca non solo della redenzione, ma della conoscenza di sè. Secondo Christopher, egli riuscirà a conseguirla soltanto nella più totale solitudine, a contatto con la natura, nella grande sfida di sopravvivere in Alaska.

La regia di Sean Penn è tipicamente americana, solida, pulita. Regge come un pilastro l’impalcatura di un film nobile e ispirato, reso ancor più grandioso dalla colonna sonora di Eddie Vedder. Un viaggio on the road attraverso l’America e l’anima, per scoprire quanto sia difficile vivere già di per sè, senza doversi occupare di rate da pagare, bollette, mutui o disoccupazione. Vivere è un’attività intrinsecamente difficile, senza i pesi che la società ogni giorno butta sulle spalle dei suoi consociati. Anche se le idee (gli ideali?) del giovane McCandless (dello stesso Sean Penn?) non sono sempre condivisibili, il personaggio lascia a bocca aperta, e la storia è forte, forte per davvero. La lunghezza della pellicola è funzionale e necessaria, mai pesante. Una meraviglia cinematografica che palesa la sua bellezza dopo qualche tempo di sedimentazione, di riflessione e non subito dopo i titoli di coda. Un gran bel film.

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2 Responses to “Into the Wild”

  1. Magari si facessero continuamente film così. Io l’ho scoperto molto tardi, ma se, dico se, l’avessero fatto tipo 15 anni fa, beh, allora si sarebbe gridato al capolavoro, anche per Eddie Vetter, più attivo coi Pearl Jam a quei tempi. Ora siamo consumati da altre cose, anche se ogni tanto leggo di personaggi del genere: gli ultimi sono quelli che hanno dormito a Central Park, sugli alberi.

    Off topic: Questo ed altri film partecipano al Torneo dei film, in cui c’è spazio per attori, registi ed altre categorie di voto. Puoi lasciare il segno col tuo voto al film, a questo indirizzo,
    http://torneodeifilm.blogspot.com/2010/10/pensieri-cannibali-vs-il-bibliofilo.html
    oppure farti coinvolgere lasciando le tue nomination, in sidebar. Tra qualche tempo inizierà la vera gara tra film, per decennio e genere, ma prima serve altro materiale.
    Ti aspetto!!

  2. Film strepitoso. Bella recensione.

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