Il dittatore dello stato libero di bananas

Di Woody Allen

Con Woody Allen, Louise Lasser

Commedia, 82′ , USA 1971

«Hai l’occasione di morire per la libertà!»
«È bello, la libertà è meravigliosa. Però, se sei morto, è un bell’handicap per la vita sessuale.»

Così Fielding Mellish, un collaudatore newyorkese di strani congegni (da scrivanie ginniche a tavolette del water termiche), si rivolge a Nancy, la bella attivista di cui si innamora. Dopo un periodo insieme però lei si accorge che lui è troppo stupido e lo lascia. Dsitrutto dalla delusione amorosa, Mellish decide di partire verso il sud america, e approda nello stato di Bananas (San Marcos nell’edizione originale), dove si è appena instaurata una dittatura militare in seguito all’assassinio del neo-presidente (il tutto seguito in diretta tv da giornalisti americani affamati di audience e spettacolarità).

Mellish stupido ragazzone americano in seguito a rocambolesche avventure finisce, suo malgrado, a fare parte dei ribelli che vogliono prendere il potere nel piccolo stato. Il capo dei ribelli conquistato il potere diventerà come ogni altro dittatore, motivo per cui i ribelli decidono di eleggere proprio Mellish come leader di Bananas e spedirlo in America per richiedere fondi a favore dello Stato. Nel paese nativo, dove si ripresenta con un improbabile barba lunga e rossa,  verrà però accusato  di truffe e di attività sovversive e trascinato in tribunale dove si svolge una delle più eccezionali, assurde ed esilaranti scene del film.

Woody Allen agli esordi (questo è solo il suo secondo film dopo “Prendi i soldi e scappa”) non delude, e crea uno dei suoi lavori più eclettici permeato di una forte satira politica sul potere, quello che fa perdere il lume della ragione e si riduce a bieco fanatismo, come preannuncia già l’ossimoro del titolo.

Interessanti, a mio parere, le avvincenti e spietate telecronache della morte dell’appena eletto presidente di Bananas, con il conseguente passaggio di potere al generale in carica, con la quale si apre il film, e quella con cui si chiude, dove la prima notte di nozze di Mellish è presentata come un incontro di boxe, con tanto di spettatori!

Da ricordare Sylvester Stallone, al suo esordio, nella particina di un teppista in metropolitana.

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