Blood Diamond

Di Edward Zwick

Con Leonardo DiCaprio, Djimon Hounsou, Jennifer Connelly

Drammatico, 143′, USA 2006

“Q.E.A. Questa è l’Africa” dice Danny Archer (Leo DiCaprio) al colonnello Coetzee in una delle scene cruciali del film. Lo scenario è quello sanguinario della guerra civile in Sierra Leone, nel 1999, ma l’Africa di Edward Zwick (L’ultimo samurai) sembra essere troppo stereotipata e patinata per apparire credibile. Stereotipati e patinati, più che lo scenario stesso, sono i personaggi che animano il film: il Danny Archer di DiCaprio è un cinico mercenario bianco dello Zimbabwe che contrabbanda diamanti verso la confinante Liberia che si mette sulle tracce di una grossa pietra nascosta da Solomon Vandy (Djimon Hounsou), pescatore nero riuscito in un modo o nell’altro ad uscire da un campo di prigionia del RUF, il movimento rivoluzionario sierraleonese. I due attraversano, grazie anche all’aiuto della giornalista Maddy Bowen (Jennifer Connelly), il paese incendiato dalla violenza per ritrovare il diamante nascosto e la famiglia di Solomon, dispersa a causa della guerra civile.

Nonostante una precisa e abbastanza credibile trama di fondo, i personaggi di DiCaprio e Connelly sono esagerati: lui ovviamente cinico, nichilista, con un’infanzia difficile. Lei sola, invaghita del bel biondo un po’ stronzo, donna tosta in un mondo difficile. La storia si svolge tra un’esplosione e una sparatoria, qualche granata e un po’ di kalashnikov, mentre in parallelo si assiste alla creazione di un esercito di bambini soldato da parte del movimento insurrezionale, una triste verità che l’Africa continua ad affrontare giorno dopo giorno. Ammirabile su questo piano la denuncia sociale di Zwick, immersa in un clima da film action che alle volte finisce per scadere un po’ in scene da videogioco, con il supersoldato DiCaprio che scappa da tre diversi eserciti.

Il finale è poi il momento peggiore, concludendosi in un festival del patetismo di prima categoria, stucchevole ed esagerato. Un film medio, come tanti ne sono stati girati e come tanti se ne gireranno, probabilmente un po’ sopravvalutato. Nonostante le buone prove attoriali, soprattutto di Hounsou, si perde un po’ per strada quanto di buono ci sia nel film. Edward Zwick cade nella trappola e si fa prendere la mano dalle granate e dalle esplosioni. Un po’ meno barocchismo hollywoodiano non avrebbe guastato.

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