Avatar

Di James Cameron

Con Sam Worthington, Sigourney Weaver, Zoe Saldana

Fantascienza, 162′, USA

Avatar è stato pubblicizzato come il film del futuro, una rivoluzione cinematografica senza precedenti, il primo film completamente progettato per il 3d. Ora, quale sia effettivamente il bisogno del 3d nel mondo del cinema, non si sa bene effettivamente. Forse è solo questione di abitudine, ma non è che quella della tridimensionalità sia un’innovazione che porta un gusto davvero particolare alla visione cinematografica. Insomma, si tratta ogni tanto di vedere alcune immagini come in quelle cartine da bambini traslucide, che danno l’impressione di muoversi quando cambi la luce su di loro.

Ma veniamo ad Avatar, al film vero e proprio. La trama è la più banale che vi possiate aspettare, dopo aver visto il trailer si è già in grado di capire ogni singolo passaggio della storia. In pratica l’umanità è alla ricerca di una risorsa ricchissima, una sorta di equivalente del petrolio di oggi, su un altro pianeta similterrestre, Pandora. Su Pandora ci abitano dei gattoni blu alti due metri amici della natura, chee guarda caso impediscono agli uomini di procurarsi il loro fondamentale minerale. Jake Sully (Sam Worthington) è un marine che si ritrova quasi per caso a comandare un avatar, cioè un clone di un gattone blu prodotto in laboratorio dall’uomo.

Davvero bellee le scene paesaggistiche,impressionante la fantasia visionaria di Cameron nel progettare un pianeta intero, le sue specie animali, vegetali, il linguaggio degli indigeni (nel film, i gattoni si chiamano Na’Vi): tutto bellissimo, se non fosse per il fatto che più di un film di fantascienza, Avatar risulta essere un film d’animazione colossale. Rimane quindi un po’ sminuita l’impressione che fanno certe spettacolari riprese congegnate proprio per il gusto della visione.

Insomma Avatar, pur con i suoi chiari intenti di lanciare un messaggio ambientalista, intento certamente ammirabile, ha dei limiti ingiustificabili, soprattutto dal punto di vista della trama e della profondità dei personaggi. A mio modesto parere, il film di Cameron non è destinato ad entrare fra i grandi classici, nonostante l’incasso esagerato. Un film medio, con dei grandi effetti speciali, che però finiscono per non stupire quanto dovrebbero. Un polpettone colossale di buoni sentimenti. Se dovete scegliere un film del genere, meglio orientarsi su Il Re Leone.

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